Hope Anthem
Marzo 14, 2008 di rantasipi
Ammetto, non ho fatto un gran tifo per Ron Paul, che ci posso fare, l’idea di un Governo Libertario non mi persuade. Però questo pezzo di Marc Scibilia, fatto appunto per sostenere il candidato alle presidenziali USA, non mi dispiace affatto, e neanche il testo non è male.
The freedom sound rings past politics and all its empty words
Cant be put down, the broken bell will be heardWould you listen to a poet or a prophet
Journal all this worlds injustice or try and stop it
Can you feel the com’n change, though hell is here today
Hope is on its wayQuiet on the set, their always acting, keeping posture and poise
Lets bring an end to the tyrants and the good o’l boysWould you listen to a poet or a prophet
Journal all this worlds injustice or try and stop it
Can you feel a com’n change, though hell is here today
Hope is on its wayYou can hear them now, the careless and the callused wake’n up
Those underground, need a save’n some way out of their rutWould you listen to a poet or a prophet
Journal all this worlds injustice or try and stop it
Can you feel the com’n change, though hell is here today
Hope is on its wayWould you listen to a poet or a prophet
Journal all this worlds injustice or try and stop it
Can you feel the com’n change, though hell is here today
Hope is on its way
Scarica qui l’mp3.
Mah, non si tratta di avere un governo libertario ma (paleo)conservatore che pensioni la fed, ripristini il golden standard, la sovranità degli stati federali, non faccia guerre idiote e rinunci all’ingegneria sociale. Il meno peggio, insomma.
Bella la canzone e bello il video, mi era sfuggito…
Orso, ovvio che Paul è il migliore di tutti, dal nostro punto di vista. Ma rimane il fatto che a) il metodo con cui casomai sarebbe stato eletto è quello democratico; b) Paul si è candidato alla presidenza per fare il presidente, anche di chi non lo vuole, non per abolire il governo.
E siamo sempre lì, col meno peggio. Allora persi per persi, meglio puntare alto. Di liberaldemocratici ce ne sono già a sufficienza.
Sì, considero Paul assolutamente il meno peggio, titolo che, al contrario di Berlusconi (e tutta la banda), si merita appieno.
Sono pienamente cosciente del punto b) tanto che è da sottolineare che Paul non si richiama più di tanti al libertarismo, quanto al costituzionalismo americano. La mia opinione è che fenomeni del genere vanno appoggiati- non è vero che liberaldemocratici ce ne sono a sufficienza, piuttosto è vero che i sostenitori dell’idea del governo limitato (che, come sai meglio di me, una volta negli Usa era un’ovvietà) sono trattati da weirds, le loro idee a detta dei pundits filogovernativi “sono inapplicabili”.
Poi capisco i differenti punti di vista e non voglio iniziare una discussione infinita, di segno opposto a quella che sto tenendo con Abr.
Resta da dire che con tutti i suoi difetti, la Ron Paul Revolution è stato un bel movimento di awareness.
Capisco, e in parte concordo. Devo precisare però che il mio concetto di awareness non è quello che dovrebbe far capire alle persone che il gold standrd è meglio della moneta stampata o che “la défense c’est la meilleur des assauts”; sono argomentazioni difficili da difendere di fronte a chi reputa moralmente accettabili standard di vita inferiori a favore di maggiore uguaglianza sociale.
L’awareness a cui mi riferisco è quella che dovrebbe rendere consapevoli gli individui che si può realmente vivere senza un governo, quindi anche senza Ron Paul.