Sul Corriere della Serva del 15 giugno c’era un’intervista a Renato Brunetta che nonostante mi sia parso per certi versi irritante, ha avuto se non altro il merito di confermare la mia convinzione che un liberale non può votare PDL. La chiusura del pezzo dice tutto e di più:
Quanto costa costruire 50 centrali di quarta generazione? «Sei, sette miliardi di euro l’ una. Moltiplicato per 50, fanno 350 miliardi di euro». Dove li troviamo? «Lanciando gli eurobond. Titoli europei, garantiti con le eccedenze auree e valutarie della Bce. Enorme risparmio, enorme investimento nella ricerca, enormi risorse per la sicurezza e le infrastrutture dal Baltico al Mediterraneo, da far impallidire il tunnel sotto la Manica e il ponte sullo Stretto: l’ Europa ripartirà. È l’ idea keynesiana che ho in comune con Tremonti e Delors». Brunetta cita di continuo Tremonti. Eppure la vulgata vuole che il rapporto tra i due sia teso, al limite dell’ incompatibilità. «Con Tremonti ci conosciamo da 28 anni, quando lui era un brillante giovane professore a Venezia e io ero un giovane incaricato. Tra noi c’ è sempre stata una sfida a vedere chi è più bravo. Tremonti è fantasioso, io sono fantasioso. Giulio ha grandi visioni, io ho grandi visioni. Lui è geniale, io sono geniale. Ecco, il nostro è un rapporto tra due persone geniali. Tutto qui».
Tutto qui.

