Oggi ho fatto due incontri interessanti, il primo, un albergatore, ex dipendente di Poste Italiane, il quale nel 2005, licenziatosi dalla società, ha riconsegnato il tesserino di promotore finanziario perché “ormai mi vergognavo per le truffe rifilate alla gente”.
Nel pomeriggio, l’ex direttore marketing di un grosso gruppo italiano della grande distribuzione organizzata che invece ha lasciato la professione in quanto “disgustato da un marketing che tende sempre più alla sociologia disumanizzante delle multinazionali”.
Quest’ultimo, ad un certo punto della conversazione, ha aggiunto: “non si può negare l’evidenza”.
Ho pensato: “Vero, però neanche la si deve accettare a scatola chiusa. Molte delle cose che la maggior parte delle persone danno per scontate, nella realtà non sono affatto evidenti, ma solo il frutto di cattive informazioni, pigrizia, conformismo”.
Siamo una società ultra informata, ma moriremo di ignoranza, come direbbe Rubén Blades.


Senza curiosità personale (per cercare info da sé) e un sano principio di scetticismo (per discriminare fra le tonnellate di informazioni che ci piovono addosso), non ci si allontana molto dallo status di pecora nel gregge.
PS Cosa farà ora nella sua vita quello che lavorava nella grande distribuzione?
Microeditoria.
OT Porca merda, ma sai che ieri mi sono accorto che il mysky si è pappato la fonte meravigliosa (non l’avevo ancora guardato!!!). Se sai come recuperare alla svelta una versione almeno sottotitolata fammi sapere
Certi lavori è meglio lasciarli senza pensarci su due volte…le cose andranno sicuramente meglio.
Lo spero per lui – ed anche per me, visto che a me si è rivolto per una consulenza