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Archive for the ‘potere’ Category

Ma, più autarchicamente, Nuovo Ordine Mondiale.
Il progetto della moneta globale, obiettivo da raggiungere entro il 2015, infatti, parla italiano.

Rai.TV – TG1 – TG1 ed. 13.30 27.07 moneta globale, un progetto italiano

Nella speranza che anche il più scettico critico del cospirazionismo inizi ad aprire gli occhi.

“Datemi il controllo sul denaro di una nazione e non mi preoccuperò di chi ne fa le leggi”
— M.A. Rothschild

(Notizia segnalata da Luca F. su Snow Crash).

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Stavolta le fonti non sono bizzarri urlatori nel megafono, ma più banalmente la Libera Enciclopedia. Ognuno tragga le proprie conclusioni. 1, 2, 3.

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Invito chiunque (vabbe’, dai, voliamo basso: z3ruel, Enrico e d.) si sia impegnato nei commenti dei due post Cui Bono? e Ritratto della schiavizzazione globale, a leggere l’ottimo post di Gaia su NUOVO ORDINE MONDIALE.

Il protagonista è ancora Jacques Attali, uomo sul quale in futuro, malgrado noi, credo ci sarà un bel po’ da dire.

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facesIl professor Thomas Szasz, è docente di psichiatria presso la SUNY – Upstate Medical University di Syracuse, NY. In qualità di insider, porta avanti da anni una battaglia di sensibilizzazione sui pericoli legati all’esercizio della professione psichiatrica, la quale, potendo vantare di un presunto status di disciplina scientifica garantito dalle leggi, in realtà si muove senza una bussola, disponendo arbitrariamente della vita e della libertà delle persone. Spesso, gli psichiatri, svolgono per lo stato la funzione di controllo della società, rimuovendo o neutralizzando con la forza e con la pretesa di saperne prevedere il comportamento futuro, quei soggetti che semplicemente dimostrano di avere comportamenti insoliti rispetto agli altri. Tutto ciò è chiaramente l’aberrazione di una professione che, sostiene Szasz, è di fatto una pseudoscienza il cui compito è la “cura dell’anima” degli individui, i cui comportamenti, per definizione, non sono prevedibili né classificabili. Ecco il suo ultimo affondo.

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In risposta al mio articolo del 2009, il professore di economia della George Mason University, Bryan Caplan, ha commentato: “Negli ultimi due decenni, un sacco di persone hanno chiesto scusa per i crimini del passato commessi dai gruppi con i quali esse si identificano: gli Stati Uniti per l’internamento giapponese, la Chiesa per Galileo, i banchieri svizzeri per il riciclaggio del denaro sporco nazista e anche i giapponesi (alcuni giapponesi) per i loro crimini di guerra. Mi piacerebbe vedere gli psichiatri fare lo stesso e riconoscere che gli atteggiamenti inusuali delle persone non sono “malattia”, affermare che è sbagliato sottoporre a trattamenti le persone contro la loro volontà e girare le spalle ai “grandi” della loro professione che hanno creduto e praticato terapie coercitive”.

Sono grato a Caplan per aver richiamato l’attenzione su un problema che la maggior parte delle persone preferisce ignorare. La sua speranza, tuttavia, non può essere soddisfatta, ed è importante capire il perché. La rivendicazione di possedere competenze astronomiche e facoltà di incarcerare gli eretici non è parte integrante dell’identità della Chiesa cattolica. Al contrario, sostenere di avere competenze nella previsione della “pericolosità” e la facoltà di incarcerare individui che si presume siano così a causa di una “malattia mentale” è parte integrante dell’impresa psichiatrica. Wikipedia definisce il ricovero coatto (TSO in Italia N.d.t.) come “la pratica di utilizzare mezzi o procedure legali come applicazione di una legge sulla salute mentale, internando una persona in un ospedale psichiatrico, in un manicomio o in un reparto psichiatrico contro la sua volontà e/o proteste… Un motivo comune per cui si ricorre al ricovero coatto è quello di evitare situazioni di pericolo per l’individuo o la società”.

A fasi alterne, gli psichiatri negano e apprezzano il fatto di essere in possesso di particolari competenze professionali con cui possono individuare la “pericolosità” futura e che conferiscono loro il diritto allo speciale potere di incarcerare persone che condannano al carcere mascherato da ospedale. Il sistema giuridico americano fa un uso pesante delle perizie psichiatriche sulla pericolosità, a causa del quale un gran numero di americani sono privati della libertà e, allo stesso tempo, della possibilità di dimostrare l’ingiustizia della loro detenzione. Gli esempi abbondano.

Kafka in tribunale

Nel marzo 2004 Susan Lindauer è stata arrestata nel Maryland, e accusata di “agire come un agente non riconosciuto di un governo straniero”. È stata condannata a 25 anni di detenzione. Anziché processarla, gli psichiatri del governo hanno dichiarato la Lindauer mentalmente inadeguata a stare in aula e l’hanno incarcerata al Carswell Federal Medical Center in Texas, una struttura definita “di servizi medici per la salute mentale di criminali femmine”. Ma la Lindauer non era una criminale. Era un’americana innocente.

Dopo aver “ospedalizzato” la Lindauer per diciotto mesi, i suoi torturatori “medici” conclusero che, benché fosse ancora mentalmente malata e inadeguata a subire un processo, non aveva più bisogno di “cure” psichiatriche. Revocato l’arresto, rientrò nel Maryland dove il tribunale federale la segnalò ad una struttura privata per una perizia. Secondo la mozione presentata dal suo avvocato e tutore, il Dott. Bruke Tadessah disse: “Il referto diagnostica un disturbo da stress post traumatico dovuto all’esperienza di Carswell”. Lo scorso gennaio il governo federale ha chiuso il caso contro la Lindauer “in quanto non più di interesse per la giustizia legale”, il che implica che la sua è stata un persecuzione nell’interesse della giustizia.

Incarcerazione a tempo indeterminato

Quando Donald Schmidt aveva 16 anni, molestò ed annegò una bimba di 3 anni. Ai sensi della legge della California sui reati minorili, chi commette gravi delitti può essere detenuto nel sistema carcerario solo fino ai 25 anni. Ma la detenzione di Schmidt venne estesa in conformità al codice statale che consente “di continuare la detenzione se una giuria ritiene che il soggetto soffre di un disturbo mentale o presenta deviazioni e anomalie che gli creano serie difficoltà a controllare i suoi comportamenti pericolosi”.

Cosa dovrebbe fare Schmidt per ottenere il divorzio dai suoi “medici” e riguadagnare la libertà? Ogni due anni può presentare una richiesta di rilascio e sperare che un giudice indica un “processo” incaricando i giurati di decidere se egli rappresenta ancora un pericolo per la società.

Avanzando un’altra ipotesi, il procuratore distrettuale di Santa Cruz County Bob Lee ha dichiarato “Noi crediamo sia uno psicopatico”. Richard A. Starrett, un medico psicologo, convenne sul fatto che Schmidt fosse ancora un pericolo, anche se “non uno psicopatico”. Krisberg Barry, presidente del Consiglio Nazionale sulla Criminalità e la Delinquenza di Oakland, California, ha definì invece il caso Schmidt “uno su un milione”

L’affermazione secondo cui la sentenza psichiatrica a tempo indeterminato di Schmidt è insolita, è tipica della falsità e della depravazione intrinseca alla psichiatria forense. John Hinckley, Jr., non è mai stato condannato per un crimine, ma sconta la sua pena a 28 anni di reclusione psichiatrica. Evidentemente i più grandi psichiatri del governo hanno bisogno di più tempo per la cura della sua pericolosità.

La psichiatria è la legittimazione politica della detenzione di persone innocenti sulla base pronostici psichiatrici, una pratica che sembra godere dell’approvazione quasi universale delle persone nella società moderna. Il riconoscimento del fatto che la psichiatria non coercitiva è un ossimoro, è oscurato dalla concomitante pratica apparentemente consensuale della “terapia”. Dico “apparentemente”, perché il professionista della salute mentale detiene l’obbligo e il privilegio di privare della libertà il suo paziente, se costui “rappresenta un pericolo per se stesso o gli altri”.
Di conseguenza, gli psichiatri e la stampa, regolarmente invocano “riforme” della psichiatria, mentre i “medici” impegnano se stessi in sempre più raffinate forme di depravazione psichiatrica, con il sostegno della indiscussa e indiscutibile premessa che la “pericolosità” giustifica la reclusione chiamata “ospedalizzazione”.

Nella relazione pubblicata di un seminario del 1981 intitolato Scienza Comportamentale e Servizi Segreti, sponsorizzato dal prestigioso Institute of Medicine, Robert Michels, professore di medicina e psichiatria al Weill Cornell Medical College di New York, ha affermato che “la maggior parte dei professionisti della salute mentale ritiene che non vi sia un grande dilemma etico se è nell’interesse del paziente violare la sua riservatezza, e che è in generale del paziente (così come della società) interesse di evitare una grave violenza”. L’affermazione che “la maggior parte dei professionisti della salute mentale ritiene” che la violazione del diritto dell’imputato ad un processo garantito dal Sesto Emendamento serve al suo interesse, è la prova della depravazione psichiatrica, non moralità.

Per peggiorare le cose, poche pagine dopo, il relatore del seminario ci informa che “Alcuni congressisti, compresi gli psichiatri Robert Michels e Loren Roth [un’importante psichiatra forense e docente presso l’Università di Pittsburgh], hanno messo in dubbio l’utilità di determinare definitivamente la pericolosità di qualcuno, in quanto tali decisioni in qualsiasi momento possono rivelarsi altamente inaffidabili e quindi non valide… I professionisti della salute mentale, in generale, non hanno dimostrato di essere meglio di chiunque altro a fare previsioni circa il comportamento che potrebbe verificarsi in un futuro lontano sotto mutevoli condizioni”.

Nessuna di queste evidenze intacca la pretesa della professione psichiatrica di essere una disciplina medica etica e scientifica. La psichiatria è così profondamente radicata nel controllo sociale e così fortemente sostenuta dalla magia pseudoscientifica e dal pregiudizio che gli psichiatri devono serrare i ranghi e giustificare in qualche modo le misure coercitive a cui ricorrono, o ripudiare e abolire la loro professione così come ora la conosciamo.

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strabism

È singolare come coloro che hanno riposto totalmente la fiducia nella democrazia rappresentativa, sistema spacciato come la più sopraffine forma di egualitarismo sociale, finiscano poi per attribuire alla classe dei governanti, quelli che loro chiamano “i nostri rappresentati”, facoltà e capacità di giudizio che negano a se stessi.
Non accorgendosi di delegare incondizionatamente la propria sovranità, cadono così nell’illusione di poter contare sull’occhio vigile del governo che veglierà su di loro, affrancandoli dal rischio di poter cadere tra le fauci degli avidi speculatori affamati dei loro risparmi. Come riescano a spiegarsi l’ordinario ripetersi di episodi di frode – in cui, guardacaso, le agenzie governative di riffa o di raffa compaiono sempre – rimane per me un mistero.
Potrebbe aiutarli, James L. Payne, con questo articolo comparso sull’ultimo numero di The Freeman, in cui spiega limpidamente l’infondatezza di una simile convinzione.

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Quando si tratta di regolamentazione, l’eterna speranza sboccia a Washington, DC. Non importa quanti codici e decreti riempiano già le biblioteche di legge, i legislatori sembrano ugualmente credere che poche centinaia di migliaia di pagine di regolamenti in più daranno al paese il giusto assetto.

Purtroppo, questa fiducia nella regolamentazione si basa su un errore logico. Io la chiamo “la fallacia dell’occhio vigile”, per usare la locuzione coniata dal neo-presidente. Nel suo discorso inaugurale il 20 gennaio 2009, Barack Obama ha detto, “Né la domanda che ci dobbiamo porre è se il mercato sia una forza del bene o del male. Il suo potere di generare benessere e di ampliare la libertà è fuor di dubbio, ma la crisi ci ha ricordato che, senza un occhio vigile, il mercato può sfuggire al controllo”.

A prima vista, questo sembra un punto di vista plausibile. Nessuno può negare che alcune delle persone coinvolte nelle attività del mercato – gli investitori, i broker, i banchieri, i promotori finanziari – siano inette, miopi, o inaffidabili. A causa della loro pochezza umana, esiti disastrosi sono tutt’altro che impossibili. Ad esempio, investitori sconsiderati potrebbero farsi trascinare dall’idea che alcune particolari attività siano il business del futuro. Quando la bolla speculativa scoppia, la contrazione dell’attività economica ricade su Main Street. Oppure, per fare un altro esempio, un venditore disonesto potrebbe mettere sul mercato parti di una cattiva compagnia, lasciando le perdite agli investitori quando verrà scoperta la frode. Per evitare simili drammatiche esperienze, dice Obama, il mercato deve essere controllato e regolato “dall’occhio vigile” del governo.

La fallacia di questa convinzione risiede nel presupposto che i regolatori del governo possano salire al di sopra del limiti umani che si applicano a tutti gli altri individui. Si presuppone che, mentre l’uomo d’affari può essere miope, il senatore sarà lungimirante, o che, mentre il banchiere può essere distratto, il vice sottosegretario non lo sarà.

La stessa roba umana

L’idea che i funzionari del governo siano più capaci potrebbe essere plausibile se essi provenissero da una casta sociale distinta. Se tali funzionari fossero stati allevati sin dalla nascita da un’austera e rigorosa educatrice che ha impartito loro eccezionali standard morali ed accademici, poi affinati in esclusivi istituti di formazione specialistica, forse, vi potrebbe essere una ragione per ritenere che siano migliori rispetto a noi. Ma i funzionari del governo non possiedono una formazione dal carattere distintivo. L’uomo d’affari che, a causa di una cattiva fama viene messo in disparte nei rapporti del settore immobiliare, può diventare senatore e il banchiere che si è rivelato poco oculato nella gestione degli investimenti diventare sottosegretario al Tesoro. Questa nuova carica lo rende improvvisamente saggio?

Poiché anche loro sono fatti della nostra stessa materia umana, è irragionevole aspettarsi che i funzionari del governo possano correggere gli errori che vengono compiuti sul mercato. Uno sguardo ai fallimenti del mercato a cui Obama ha accennato nel suo intervento mette in luce questo aspetto. Prendete la bolla speculativa immobiliare. Hanno forse i senatori visto il pericolo prima di tutti noi e promulgato leggi per limitare l’acquisto di beni immobili? Naturalmente no. Al contrario, hanno concorso al boom edilizio insieme a tutti gli altri.

Un altro esempio è stato il boom dei prestiti subprime. Hanno i legislatori vietato alle banche di concedere prestiti ad acquirenti insolvibili? No, al contrario è stata la classe politica che nel 1977 passò la Community Reinvestment Act, legislazione che, alla fine, ha costretto le banche commerciali a concedere prestiti a mutuatari con basso rating creditizio. Hanno i legislatori vietato a Fannie Mae e Freddie Mac di acquistare i mutui subprime? No, hanno incoraggiato e protetto quelle istituzioni anche dopo che gli analisti li avevano avvertiti che erano pericolosamente esposte.

Ignorare l’odore delle prove

Magari i funzionari governativi non saranno abbastanza svegli da evitare i cattivi trend d’investimento che ingannano tutti noi, ma perlomeno possono fermare gli operatori fraudolenti, giusto? Non proprio. Dopotutto, coloro che si dedicano a pratiche ingannevoli appaiono come rispettabili manager e affidabili consulenti d’investimento. Non a caso, ingannano ordinariamente gli investitori. Perché dovremmo aspettarci funzionari del governo improvvisamente accorti che vanno a cercare incendi laddove nessun altro vede il fumo?

Infatti, anche quando i burocrati sentono odore di fumo, sembra siano riluttanti a sospettare del fuoco. Il famoso caso degli investimenti truffa ad opera di Bernie Madoff è particolarmente istruttivo. Pochi insiders del settore degli investimenti sapeva che qualcosa serpeggiava nella sua compagnia. Uno, Harry Markopulos, scoprì la frode nel 1999 e inviò alla Securities and Exchange Commission, una dettagliata relazione dei 29 motivi per cui, come dal titolo della sua relazione, “Il più grande fondo speculativo al mondo sarebbe stato una frode”. La SEC esaminò la questione senza trovare nulla di irregolare. Dopo che lo scandalo scoppiò nel 2008, l’imbarazzato presidente della SEC, Christopher Cox, espresse il suo rammarico per i “molteplici errori” del suo staff che indussero l’agenzia a non accorgersi della frode.

L’idea che il governo possa regolare il mercato in modo giusto e sicuro è un’illusione, un inganno radicato nella convinzione che lo stato è un ente divino che vigila costantemente sulle azioni del genere umano. Il governo, purtroppo, è formato da uomini comuni, uomini e donne con la stessa mancanza di comprensione che rende fragili tutte le istituzioni umane.

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79c64df0786550cc88fc74409c63b326c409362d_mRicorreva qualche giorno fa il ventesimo triste anniversario dei fatti di Tiennammen; un clamoroso atto di falsificazione e strumentalizzazione delle notizie da parte dei criminali alla guida dello stato comunista cinese, i quali, spacciando per “rivolte studentesche” quelle che in realtà erano, almeno inizialmente, dimostrazioni di cordoglio per un politico riformatore appena morto e particolarmente apprezzato tra studenti, intellettuali e operai, sfruttarono l’occasione come monito per scoraggiare qualsiasi forma di dissidenza o anche solo di malriposta fiducia in un possibile cambiamento o apertura da parte del governo. Ok, il finale con bagno di sangue è un must per ogni bel film in cui il protagonista sia lo stato, tuttavia, tanto per non smentire il copione, è opportuno ricordare che il solito libertario guastafeste, cent’anni prima, aveva già previsto tutto.

Benjamin Tucker, nel saggio State Socialism and Anarchism: How Far They Agree, and Wherin They Differ del 1888, così descriveva l’epilogo del socialismo di stato:

La nazione deve essere trasformata in una grande burocrazia e ogni individuo in un funzionario dello Stato. Tutto dovrà essere fatto in base al principio di costo e gli individui non avranno motivo di ottenere profitti per se stessi. Le persone non saranno autorizzate a possedere capitali propri, non potranno dare lavoro ad un dipendente e neanche crearlo per sé. Ogni uomo sarà un ricevitore di salario, e lo Stato l’unico elargitore di salari. Chi non è conforme alle regole dello Stato deve morire di fame, o, più probabilmente, andare in prigione. La libertà di scambio deve scomparire. La concorrenza deve essere completamente spazzata via. Tutte le attività industriali e commerciali devono essere accentrate in un grande, enorme, totalizzante monopolio. Il rimedio per monopoli è l’assoluto monopolio. Questo è il programma economico del socialismo di Stato adottato da Karl Marx.

[…]

Quali altre applicazioni, una volta adottato in campo economico, questo principio di autorità svilupperà è molto evidente. Esso implica il controllo assoluto da parte della maggioranza di tutte le azioni individuali. Il diritto di esercitare tale controllo viene già ammesso dai Socialisti di Stato, benché essi sostengano che, di fatto, all’individuo sarebbe garantita maggiore libertà rispetto a quella di cui gode ora.
Ma tale libertà, potrà essere solo concessa, non rivendicata come propria. Non vi sarebbe alcun fondamento della società garantendo il più ampio margine di libertà possibile.

Lo stato esiste per sottrarre risorse da una classe di persone a beneficio di altre. Quando esso pretende di disporre arbitrariamente di tali risorse, e le persone contestano la legittimità di quel gesto, di fatto, viviamo in uno stato di “conflitto sociale”. Quando invece le persone sono sufficientemente soggiogate attraverso la propaganda e la violenza, assistiamo a ciò che comunemente viene definita “pace sociale”.

Ma siamo al ribaltamento della realtà, in quanto non può esservi vera pace in condizioni di statalismo dal momento che lo stato sussiste grazie al furto e alla coercizione e i suoi funzionari sono autorizzati a chiudere in gabbia (o uccidere) chi si oppone.
Questa è l’unica verità, a prescindere da quanto siano ispirati alla “Giustizia”, alla “Democrazia” e alla “Libertà” i valori che lo stato decide di volta in volta di voler difendere.

Il fatto che alcuni stati siano significativamente meno brutali di altri non fornisce alcuna prova a favore dello statalismo. Casomai dimostra che è necessario opporsi maggiormente alla loro autorità.

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