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Archive for the ‘stato’ Category

Ma, più autarchicamente, Nuovo Ordine Mondiale.
Il progetto della moneta globale, obiettivo da raggiungere entro il 2015, infatti, parla italiano.

Rai.TV – TG1 – TG1 ed. 13.30 27.07 moneta globale, un progetto italiano

Nella speranza che anche il più scettico critico del cospirazionismo inizi ad aprire gli occhi.

“Datemi il controllo sul denaro di una nazione e non mi preoccuperò di chi ne fa le leggi”
— M.A. Rothschild

(Notizia segnalata da Luca F. su Snow Crash).

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Stavolta le fonti non sono bizzarri urlatori nel megafono, ma più banalmente la Libera Enciclopedia. Ognuno tragga le proprie conclusioni. 1, 2, 3.

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Vademecum

PJ-AN060_pjTAXR_20080819173855Elaborate dal pool legale della LIFE e tratte da varie leggi e riprese anche dal recente libro di Leonardo Facco.

Via PIR

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Le 20 regole auree quando si ha a che fare con le Fiamme Gialle

1. Richiedere il tesserino. Loro lo esibiscono e se lo tengono in mano. Voi ricopiate i dati su un foglio.

2. Nel caso si rifiutino, chiamate subito, sempre senza aprire, il 112, denunciando che ci sono delle persone che vogliono entrare e, poiché rifiutano di identificarsi, voi pensate che siano dei truffatori.

3. Richiedere carta o foglio di servizio. Fotocopiatelo. È questo il documento basilare di tutte le ispezioni. Essi devono attenersi esclusivamente a quanto indicato sul foglio.

4. Spulciare la lista dei nomi scritta sul foglio di servizio.

5. Col foglio di servizio in mano, telefonate all’Ente che li ha inviati e chiedete che i nomi vengano confermati uno per uno.

6. Chiamare subito almeno due testimoni. I testimoni non devono mai parlare. Muti come pesci seguono da vicino i controllori.

7. Avere sempre una macchina fotografica o una telecamera. Non possono toccarvela: lo strumento di prova non può essere pignorato.

8. Se avete da fare, sia voi che i vostri dipendenti continuate a fare. Se ve lo impediscono potete sempre denunciarli per “turbativa di lavoro”.

9. Non mettete a loro disposizione scrivanie o sedie. Che se le portino o che stiano in piedi: li aiuta a crescere.

10. Non permettete loro di usare il vostro telefono o fax.

11. Non siate gentili: non serve a niente!

12. Devono attenersi esclusivamente a quanto scritto sul loro foglio di servizio.

13. Non possono rovistare fra la vostra biancheria o altri effetti personali e neppure fra quei documenti che non sono attinenti al controllo. Le vostre agende private non dategliele. A meno che ciò non sia espressamente previsto nel loro foglio di servizio.

14. Non firmate mai alcun verbale.

15. Possono ispezionarvi soltanto durante l’orario di lavoro.

16. Non possono stare tra i piedi per più di trenta giorni lavorativi.

17. Il magazzino se lo spostino loro. Non prestategli operai o muletti. Se ci sono ragnatele o topi, che si arrangino.

18. Mentre loro fanno, scrivete un vostro verbale con l’indicazione esatta dell’ora e del minuto di ogni operazione.

19. Non prendete paura perché sono solo uomini.

20. State rilassati, non succede niente: adesso cominciate a divertirvi.

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agoraRipropongo la lettura di Cui bono?, tratto da “La teoria di Classe Agorista” di Sam Konkin

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“Il libertarismo è stato definito da William F. Buckley “apriorismo estremo” (in riferimento a “Notes Toward an Empirical Definition of Conservatism” di Murray N. Rothbard). In effetti, i libertari possono volentieri ingaggiare la sfida, se non l’implicazione peggiorativa, di eresia.

La fondamentale premessa libertaria della non aggressione – l’opposizione inflessibile a tutte le forme di inizio della violenza e della coercizione contro la vita e la proprietà – fornisce al libertario che analizza il contesto sociale e cerca di individuare le modalità con cui interagire con esso, un rasoio logico di eccezionale affilatura con cui, può asportare il grasso dei vari retaggi ideologici e conservare carne magra per genuini nutrimenti della sua comprensione. Forse nessun’altra ideologia, nemmeno il marxismo, dispone di una tale qualità di integrazione e auto-coerenza, come indicato dalla sorprendente rapidità con cui questa nuova e complessa teoria viene trasmessa ai nuovi libertari.

Quanto segue, è un eccellente esempio di “Rasoio di Rothbard” utilizzato nella sintesi di un approccio e nella comprensione in un’area quasi priva di fonti libertarie.

L’autore riconosce prontamente che il suo unico contributo originale in quest’ambito è stato quello di raccolta e organizzazione di scritti sparsi assorbiti durante la sua maturazione intellettuale, che è stata abbastanza fortunata da coincidere con quella del libertarismo. Soprattutto, il riconoscimento è rivolto al Libertarian Forum, al Dr, Murray N. Rothbard e agli studiosi che ha ispirato.

I. Analisi economica della teoria di classe libertaria.

Il Dr. Rothbard ha portato a conclusione l’intuizione maturata da John C. Calhoun, secondo cui lo stato – che noi riconosciamo come monopolio della legittimità della coercizione – divide gli uomini in due classi. Il sistematico saccheggio dello stato ai danni della popolazione in generale e la successiva distribuzione di questa ricchezza, necessariamente distorcono l’allocazione della proprietà esistente in un libero mercato.

Per libero mercato, i libertari intendono quello in cui tutti i beni ed i servizi sono scambiati volontariamente. Un’analisi degli scambi involontari è fornita da Power and Market del Dr. Rothbard.

In sintesi, le risorse consumate dagli individui che compongono la burocrazia dello stato, costituiscono il guadagno netto di tali detentori del potere (che altrimenti non farebbero parte del meccanismo) e costituiscono una perdita netta per le loro vittime, anche se le briciole sono state distribuite per quanto possibile equamente. In pratica, quanto più viene consumato dagli statalisti e dai loro beneficiari selezionati, tanto più le vittime perdono. Questa è la divisione fondamentale rilevata da Calhoun e da Rothbard: la divisione della società in una classe di sfruttatori che ha un guadagno diretto dall’esistenza dello stato, e una classe di sfruttati che incorre in una perdita certa a causa dell’esistenza dello Stato.

Il problema che subito emerge è che quasi tutti, nel moderno complesso dell’economia ibrida, guadagnano o perdono dalle azioni dello stato. Separare e contabilizzare è estremamente difficile.

I libertari ne converranno in primo luogo, però essi devono rispondere che ognuno può migliorare il carattere morale della propria vita sforzandosi di comprendere la natura delle fonti di ricchezza, massimizzando quelle non coercitive e minimizzando quelle coercitive; in secondo luogo, che la condizione di quelli che soffrono o traggono beneficio da un estremo disequilibrio può essere individuata ed affrontata. Quelli che palesemente soffrono per una pesante oppressione meritano l’attenzione e la priorità da parte di quei libertari umanisti interessati ad alleviare le pene delle vittime dello stato. Quelli che manifestamente guadagnano opprimendo attraverso lo Stato (la “classe governante”) possono essere giustamente sospettati di dirigere la politica di stato e diventare obiettivi prioritari di quegli attivisti libertari interessati a realizzare una società giusta.

II. Analisi storica della teoria di classe libertaria.

Il Dr. Rothbard è stato fortemente influenzato dal lavoro del sociologo tedesco Franz Oppenheimer (The State) e del suo discepolo americano, Albert Jay Nock (Il nostro nemico, lo Stato). Oppenheimer distingue due mezzi per l’acquisizione della ricchezza in mezzi economici e mezzi politici. Essi rispettivamente producono la ricchezza acquisita volontariamente sul mercato e la ricchezza acquisita attraverso il potere coercitivo.

Mi sono appassionato ad utilizzare il seguente paradigma per sintetizzare la tesi di Oppenheimer. Tranquilli agricoltori e agoristi (agorà = piazza del mercato) sono impegnati nella produzione e nel commercio, con giudici, forse sacerdoti e capi che organizzano sistemi di difesa contro tribù di predatori e bande di ladri nomadi.

Queste bande di selvaggi razziano tali comunità produttive per proprio guadagno parassitario, appropriandosi di tutti i beni rimovibili, schiavi compresi, e distruggendo la ricchezza stanziale attraverso l’incendio, lo stupro, e l’omicidio. Anche se in costante successo, i leaders di questi predoni presto si rendono conto che il loro comportamento potrebbe esaurire in fretta le fonti di ricchezza. Il primo passo verso la civiltà è allora quello di lasciare ricchezza e popolazione sufficiente alla ricostruzione, in modo tale da consentire nuove irruzioni in seguito. I parassiti cessano di essere una minaccia fatale per i loro ospiti.

Naturalmente, la minaccia di un raid annuale durante il raccolto, ad esempio, sarebbe in qualche modo scoraggiata in quanto comprometterebbe la produttività delle vittime. I barbari più illuminati passano alla fase successiva – occupando la comunità agorista, istituzionalizzando e regolarizzando il saccheggio e lo stupro (ad esempio con l’imposizione fiscale e lo Ius primae noctis).

Questi governanti cercano di contrastare sfiducia, risentimento, e ribellione alleandosi con (o corrompendo) i sacerdoti affinché essi enfatizzino il ruolo della classe dirigente convincendo le vittime che esse traggono effettivamente un vantaggio dalla presenza di questi “protettori dell’ordine”.

Più tardi nella storia, man mano che la popolazione perde interesse verso la religione, questa funzione di creatori della mistica per il controllo della mente, sarà ripresa dalla corte degli intellettuali. I saccheggiatori possono anche sorgere internamente. Forse i capi militari e i sacerdoti nativi, vedendo gli esempi che li circondano, convincono la gente del posto che anche loro hanno bisogno di una forza permanente per difendere la comunità contro l’invasione dagli stranieri. Creando la stessa mistica, i protettori diventano il saccheggiatori e un nuovo stato è nato.

La teoria di Oppenheimer completa alla perfezione l’analisi di Calhoun e Rothbard rivelando le origini degli stati odierni. Per uno studio dei moderni stati-nazione e dell’attività delle loro strutture di classe ci rivolgiamo agli storici revisionisti.

III. Contributi revisionisti alla teoria di classe libertaria

La Prima Guerra Mondiale ha spaccato il corpo intellettuale liberale e radicale. Anche gli anarchici si sono divisi sulla questione guerra. Tra gli storici, i gruppi di oppositori alla guerra, iniziavano a riesaminare i dati per provare la correttezza della loro opposizione e dimostrare ai più ideologizzati sostenitori della guerra come essi fossero stati ingannati e resi servi dei “profittatori” plutocratici della guerra, dei cavilli politici e di un celato imperialismo. La disillusione diffusa con il trattato di Versailles ha aiutato tali revisionisti e ha guadagnato l’accettazione generale delle loro esposizioni. Charles Beard, Harry Elmer Barnes, Sidney Fay, J.W. Dolore, e W.L. Langer negli Stati Uniti; J.S. Ewart in Canada; Morel, Beazley, Dickinson, e Gooch in Inghilterra; Fabre-Luce. Renouvin, Demartial in Francia; Stieve, Montgelas, von Wegerer, e Lutz in Germania; Barbagallo, Torre, e Lumbroso in Italia: questi storici divennero molto in auge, specialmente quando sorsero leaders tra le forze sconfitte per rivedere i termini del trattato, e pacificatori tra quelle vincenti per rispondere a tale esigenza.

La Seconda Guerra mondiale provocò una nuova divisione, con Beard, Barnes, Charles C. Tansill negli Stati Uniti, e F. J. P. Veale ed A. J. P. Taylor che rimanevano (o diventavano) Revisionisti della Seconda Guerra, mentre gli altri andavano a prostituirsi dopo la “guerra perpetua per la pace perpetua” (originariamente “New War to the End of all Wars”, ma è quasi certo che SEKIII stesse citando A.C. Beard, già nominato nel testo e autore della definizione qui tradotta). Questa volta, le forze vincitrici riuscirono ad imporre un “black-out storico” sui Revisionisti attraverso l’influenza degli intellettuali di corte diffusa nelle Università finanziate dallo stato e nelle pubblicazioni storiche. Coraggiosi dissenzienti venivano tacciati di simpatie naziste nonostante molti potessero vantare impeccabili credenziali liberali e socialdemocratiche.

Il Fronte Revisionista americano ha avuto qualche momento di successo, ma l’attività del fronte revisionista europeo rimane un’attività malfamata.

Il revisionismo sulla guerra fredda è in qualche modo meno accreditato rispetto a quello sulla prima guerra mondiale, ma più accettato del riesame sulla seconda guerra. In modo più incoraggiante, storici “marxisti deviazionisti” e legati alla New Left, i quali vennero introdotti al Revisionismo per via della loro avversione alla Guerra del Vietnam, iniziarono a guardare indietro per trovare le radici della moderna politica estera. A sinistra, Weinstein e Gabriel Kolko integrarono la Storia Revisionista della politica estera con la ricerca sulla classe dominate interna. A destra, i Birchers (membri della John Birch Society, un’organizzazione anticomunista americana fodata nel 1958 N.d.t.), abbandonando la loro teoria del demonio comunista internazionale, svilupparono gradualmente una “Teoria della Cospirazione” meno isterica, attraverso l’esposizione delle macchinazioni dei plutocrati americani.

The Higher Circles di G. William Domhoff inizia l’opera di sintesi delle varie correnti del revisionismo in una sola semplice tesi, con l’apporto delle ricerche sociologiche contenute in Power Élite di C. Wright Mills. Domhoff, un simpatizzante di sinistra, dedica una sezione del suo libro a uno dei primi teorici della cospirazione, Dan Smoot, simpatizzante di destra, che riteneva fosse in buona parte condivisibile. Da allora, l’opera di Smoot è stato rimpiazzata da None Dare Call It Conspiracy di Gary Allen.

IV. Teoria di classe libertaria applicata alla politica interna.

Beard ritorna alla secessione americana dall’Impero Inglese con il suo Economic Interpretation of the Constitution”. I libertari tendono a iniziare con il periodo di relativo laissez-faire del tardo diciannovesimo secolo americano, esaminato da Kolko nel suo magnifico Triumph of Conservatism. Kolko devia dal marxismo ortodosso sostenendo che i malvagi capitalisti non hanno stabilito le loro regole a causa della inevitabile concentrazione di potere economico verificatasi con il capitalismo, ma piuttosto hanno complottato per ottenere l’aiuto dello stato nella distruzione di un mercato semilibero competitivo troppo trionfante che minacciava la stabilità a lungo termine dei loro profitti.

Kolko mette in luce in maniera prorompente come la massiccia regolamentazione dei trasporti e la legislazione anti-trust difesa dal movimento antimonopolista progressista fosse attivamente sostenuta da potenti uomini d’affari come Andrew Carnegie, Mellon, Morgan, e Rockefeller. Nel 1905, la National Civics Federation venne creata per combattere contro le tendenze “anarchiche” del laissez-faire verso cui era orientata National Association of Manufacturers (la gran parte dei piccoli imprenditori dai modesti interessi personali vuole crescere, non inculcare agli altri le proprie opinioni e decisioni).

I membri del NCF venivano esortati a sostenere legislazione e regolamentazione del lavoro al fine di integrare l’aristocrazia del lavoro come socio junior nell’emergente nuova classe dirigente. Con gli anni, le alte cerchie diedero vita al Council on Foreign Relations per influenzare la politica estera (legandosi a livello internazionale a gruppi simili dell’Europa Occidentale attraverso il “Bilderbergers”) e al Committee for Economic Development per condizionare la politica interna degli Stati Uniti.

Recentemente, Ralph Nader si è detto stupito per aver scoperto che la maggior parte dei Regulatory Boards è guidata dalle stesse corporazioni che sono preposte a controllare. Uno può solo iniziare a immaginare ciò che la gente del CFR-CED sta facendo con il Wage-Price Controls.

Il clic-claque (gioco di parole intraducibile, letteralmente significa “istantanea”, ma claque nel gergo canadese francofono può significare anche “persone pagate per applaudire”, ndt) è pronta per un’equa rappresentazione del big business, delle grandi unioni sindacali e dello stato. Sorpresa!

V. Teoria di classe libertaria applicata alla politica estera.

Il finanziamento della Prima Guerra Mondiale è legato ad alcuni aneddoti incredibili. Ad esempio, c’erano i fratelli Warburg, uno che finanziava lo sforzo bellico tedesco, l’altro che finanziava quello degli alleati. C’erano miniere di bauxite in Francia che rifornivano di alluminio l’aeronautica militare tedesca, e le attività dei “mercanti di morte”, produttori di munizioni che vendevano ad entrambe le parti in guerra sarebbero comiche se i milioni di morti potessero essere dissociati. La moderna teoria revisionista inizia con i tentativi della Banca di Inghilterra di ripristinare il valore della sterlina. La massiccia inflazione provocata dalla guerra rendeva impossibile riportarla al suo valore aureo pre-bellico, l’urgente ricostruzione della Germania aveva condotto all’iperinflazione e il crack-up boom demoliva l’economia tedesca (portando il paese al putsch del 1923).

Il banchiere Montagu Norman si incontrò con alcuni finanzieri americani in Georgia allo scopo di svalutare la moneta degli Stati Uniti per migliorare la posizione della sterlina. Nel frattempo, gli inglesi avevano già convinto i loro satelliti nell’Europa orientale (creati tra l’URSS e la Germania da quel perfido Trattato) a seguirli nella loro politica economica.

L’inflazione causata dal board della Federal Reserve nei ruggenti anni venti (un’esplosione alimentata dalla stessa espansione monetaria) condusse al crack, alla Depressione e agli squadristi fascisti del NRA e dell’IRS di Roosevelt che razziavano le case per sequestrare il metallo recentemente bandito, l’oro.

Ovviamente, le autocrazie fasciste europee, liberate dal controllo dei plutocrati del mondo, impegnate nella competizione con i loro propri interessi, provocarono la ritorsione della Seconda Guerra Mondiale.

Questo volta, il complesso militare-industriale americano non fu smantellato (vedi Revisionist Viewpoints di James J. Martin per la ristampa di un discorso veramente raccapricciante dato nel 1940 per sostenere proprio ciò e in cui si chiedeva agli uomini d’affari di unirsi ad esso — dove “esso” è l’imminente Nuovo Ordine Mondiale). Una nuova minaccia alla Pace internazionale si era resa necessaria e meno di due anni dopo il termine della “Seconda Guerra per la fine di tutte le guerre”, Churchill annunciò che “una cortina di ferro era calata in Europa”.

Una corposa ricerca sui beneficiari plutocratici della Guerra del Vietnam è in corso, allo stesso tempo sappiamo molto meno riguardo a chi giova il conflitto Medio Oriente. Alcuni libertari hanno già iniziato a individuare gli interessi della classe sfruttatrice composta dall’élite del potere per poter prevedere la prossima Guerra.

VI. Interpretazioni alternative.

A. Marx

Mentre il determinismo storico-economico marxista porta molti studiosi del campo a conclusioni analoghe a quelle dei libertari, esso contiene diversi errori fatali – oltre alle evidenti distorsioni economiche. La necessità di una rigida adesione all’interpretazione della lotta di classe basata sul possesso della ricchezza anziché sui mezzi della sua acquisizione e sull’inesorabile arrivo della rivoluzione del proletariato per mezzo delle forze organizzate del lavoro, conduce il marxista a reinterpretare e a razionalizzare le proprie conclusioni per adattarle al contesto ad ogni costo.

Forse, in modo altrettanto devastante, il marxismo è oggi una “religione” che giustifica l’esistenza di dozzine degli stati nel mondo, e i marxisti giocano ora a fare gli intellettuali di corte sopprimendo i revisionisti sul loro cammino.

B. Consenso

La Scuola del Consenso, il gruppo dominante degli storici di corte in Occidente, nega l’esistenza delle classi. Mentre vi possono essere stati empi sfruttatori nel passato, oggi sono stati avviati e assicurati alla giustizia con l’Era Progressista, il New Deal, il Fair Deal, la Nuova Frontiera, la Grande Società, e qualunque cosa deve avvenire.

A noi lasciano immaginare che tutti questi plutocrati stiano facendo fortune sul fallimento dei riformatori precedenti per scoprire tutte le inadeguatezze e le imperfezioni economiche del libero mercato.

E se i plutocrati che hanno guadagnato di più dall’intervento statale hanno sostenuto Roosevelt, Wilson, Roosevelt, Truman, Kennedy, Johnson, e chiunque subentrerà a Nixon… sarà stato per caso, per una serie di coincidenze, se queste persone, pur incapaci di capire i propri veri interessi, si sono comunque arricchite?

C. Rand

Nessuno accuserebbe Ayn Rand di essere uno storico competente o una caposcuola di storiografia. Purtroppo però, la sua teoria trasmette un’implicita interpretazione della storia che si conserva in molti di quelli che hanno disertato l’oggettivismo per il libertarismo. A suo avviso, in modo analogo alla scuola del consenso, ma dall’alto di un giudizio morale, i pacifici e produttivi capitalisti erano tutti impegnati a fare del bene nel diciannovesimo secolo, quando arrivò l’orda dei progressisti collettivisti ubriachi di statalismo ed ebbri di altruismo a razziare i loro profitti e a posare le loro viscide mani sulle loro attività (rigorosamente tra adulti consenzienti). Avendo assorbito troppo altruismo collettivista essi stessi, i capitalisti abbandonarono la battaglia intellettuale per la libertà e cercarono pragmaticamente di adeguarsi al nuovo sistema, che li portò a sostenere tiranni pragmatici come plumbers di Nixon.

Benché io non sia certamente in disaccordo con la necessità di indirizzare una buona parte degli uomini d’affari ad una visione etica e filosofica, la non conoscenza (e/o l’ignoranza) della Rand dei potenti con interessi personali nello stato lascia l’oggettivista con la tattica del dibattito da salotto e del pamphletismo come sua unica difesa contro le armi e le prigioni dello statalista. Che frustrazione deve aver provato l’Oggettivista sentendo che Richard Nixon ha letto “La rivolta di Atlante” senza ancora aver visto la luce! Se solo David Rockefeller lo ascoltasse per un minuto…

VII. Valore della teoria di classe libertaria.

Diverse buone ragioni sono già state suggerite in questo articolo per lo studio e l’applicazione della teoria di classe libertaria. Comprendere la natura del nemico non guasta mai quando lo si deve affrontare. Facendo della Casta dell’Interesse Personale un tema su cui dibattere, i vermi plutocratici, strisciando da sotto, possono portare la pressione dell’opinione pubblica a forzare l’élite del potere a prendere atto del dissenso e a rinunciare alla loro intollerabile attività.

Convincendo i New Leftists e i Birchers che voi siete consapevoli del problema e potete spiegare la Cospirazione della Classe Dominante dovrebbe anche meglio aiutarvi nel reclutare persone alla causa della libertà. Trattare gli Intellettuali di corte come strumenti degli interessi che si supponeva essi avessero dovuto abbandonare nella loro presunta ricerca della Verità e dell’Illuminazione, potrebbe scuotere bruscamente qualche accademia e compromettere la credibilità di questi moderni stregoni che ci propinano il loro sofisticato voodoo.

Murray Rothbard esorta l’attivista libertario a bruciare di passione per la giustizia. Se tale è la nostra questione, allora la Teoria di Classe libertaria è indispensabile alla scoperta di quelli che hanno imposto lo statalismo su di noi, e di chi con le mani insanguinate intasca il bottino.

La giustizia dei tempi passati è necessaria per una nuova libertà.

[Questo articolo è apparso la prima volta in New Libertarian Notes #28, nel dicembre del 1973.]”

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036-fdr-television-broadcastCon l’intento di arginare gli esisti dell’attuale crisi economica, l’amministrazione Obama sembra pervicacemente intenzionata a ripetere gli errori commessi da Franklin delano Roosevelt durante la Grande Depressione. Del resto, bisogna ammettere che ha buon gioco, visto che il mito della creazione dei posti di lavoro di FDR rimane ancora bene impresso nella mente di molte persone.
Purtroppo però, nella sfera economica, ogni istituzione, ogni legge, ogni intervento, non genera un solo effetto, ma molteplici effetti, molti dei quali non immediatamente visibili e va bene se si possono prevedere. Era questa la lezione del grande economista francese Frédéric Bastiat, il quale, nel suo saggio Ciò che si vede e ciò che non si vede, spiegava come il cattivo economista si limiti agli effetti visibili, mentre il buon economista considera l’effetto che si vede e quelli che invece occorre prevedere.
Alla luce di questa semplice constatazione, il New Deal di Roosevelt si rivela per ciò che realmente è stato: un mito da sfatare.

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Barack Obama dice che i circa 800 miliardi di dollari del suo Piano Americano di Recupero e Reinvestimento potrebbero salvare o creare tra i tre e i quattro milioni di posti di lavoro entro il 2010. Molti dei posti di lavoro offerti – costruzione o riparazione di strade, ponti ed edifici -, ricordano il New Deal. Vi è una svolta moderna, ovviamente, con la promessa di sviluppare le “fonti di energia alternativa”, come parchi eolici, pannelli solari, nuovi carburanti per auto eccetera.
“I di posti di lavoro che creeremo riguarderanno le grandi e le piccole imprese in una vasta gamma di settori,” ha promesso Obama “e saranno posti di lavoro che non solo daranno un impiego alle persone in breve termine, ma, sul lungo termine, posizioneranno la nostra economia alla guida del mondo”.

In primo luogo, ci si può chiedere: come possono, Obama e i suoi consulenti economici, sapere quale tipo di posti di lavoro riusciranno sul lungo termine a posizionare la nostra economia alla “guida del mondo”? Anzi, come possiamo aspettarci che chiunque possa sapere quale tipo di posti di lavoro saranno in grado di offrire una simile garanzia di ricchezza e sicurezza, considerando l’enorme complessità del mondo? Miliardi di persone prendono continuamente decisioni sulla base delle loro aspettative riguardo al futuro. I potenziali cambiamenti ideologici e gli inevitabili cambiamenti dovuti alla loro politica di finanziamento e di sostegno complica ulteriormente le cose; senza considerare i progressi tecnologici che possono trasformare il più calibrato dei piani in un enorme buco nell’acqua. Sembra un po’ poco una persona o un gruppo di persone per conoscere e prevedere il futuro, specie su così vasta scala, come nel caso di tre o quattro milioni di posti di lavoro.

Tuttavia, supponendo che Obama e i suoi consulenti abbiano ragione, che il loro piano, quindi, salvi o crei tutti quei posti di lavoro, di quali prove disporremo per poter di aver fatto un miglioramento, rispetto a se lo stesso piano non venisse applicato per niente?

Nel suo saggio “Ciò che si vede e ciò che non si vede”, l’economista liberale francese Frédéric Bastiat spiegava che si tende a riconoscere solo le conseguenze dirette di un’azione (ciò che si vede). Tuttavia, spesso, vi sono altri effetti successivi, la cui connessione con tali azioni non viene percepita (ciò che non si vede). Inoltre, gli effetti a breve termine di un’azione possono essere a volte molto diversi dalle conseguenze invisibili che si verificano a più lungo termine.

Nel caso dei lavori pubblici, Bastiat spiegava che il governo non produce nulla di indipendente dal lavoro e dalle risorse che sottrae agli utilizzi privati. Quando il governo prende in prestito denaro per creare posti di lavoro, ciò che si vede immediatamente sono persone che lavorano e i frutti di tale lavoro. Tuttavia, ciò che non viene generalmente considerato, sono tutte le altre cose che potrebbero essere state prodotte se il capitale non fosse stato inizialmente rimosso dal settore privato per finanziare i programmi del governo. Tali politiche necessariamente beneficiano alcuni (i lavoratori che ne favoriscono) a scapito di altri (coloro che avrebbero avuto i posti di lavoro che non sono stati creati) e, eventualmente, di tutti i contribuenti che dovranno ripagare il debito.

Ciò che si vede

I progetti per le opere pubbliche del New Deal forniscono numerose prove alla teoria di Bastiat. Essi, non solo fallirono nel tentativo di portare l’economia fuori dalla Grande Depressione, ma furono proprio ciò che la rese grande.

Inanzitutto, dei molti lavori creati sotto FDR ne hanno beneficiato in pochi, a parte quelli impiegati in cose come studiare la storia della spilla di sicurezza, raccogliere contributi per le campagne elettorali dei candidati del Partito Democratico, inseguendo le salsole e codificare 350 modi diversi per cucinare gli spinaci. (Vedi Lawrence Reed i Grandi Miti della Grande Depressione)

Inoltre, gran parte della “creazione dei posti di lavoro” veniva assegnata sulla base delle preferenze politiche, anziché là dove di impiego, probabilmente, ce ne sarebbe stato più bisogno.
Ad esempio, gran parte del soccorso pubblico andò agli stati ballerini dell’ovest, nella speranza di consentire a Roosevelt di ottenere voti alle elezioni future, invece che agli stati più poveri, come quelli del Sud, che erano già convintamente democratici durante quel periodo. La spesa per il soccorso ed i lavori pubblici sembrava anche aumentare paurosamente durante gli anni in cui si svolgevano le elezioni, ed è stato dimostrato che i voti andati a FDR erano strettamente correlati con i posti di lavoro ed altri speciali benefici forniti dal governo. (Vedi Folsom Burton’s New Deal or Raw Deal? How FDR’s Economic Legacy Has Damaged America).

Ciò che non si vede

I progetti per la creazione di posti di lavoro del New Deal hanno inoltre ostacolato la produttività scoraggiando le imprese private dall’adottare nuove tecnologie. L’esempio più lampante è un’azienda agricola del governo in Arizona, dove lo staff di una latteria scoprì che si poteva ottenere un maggiore profitto semplicemente utilizzando macchine mungitrici, al posto della mungitura a mano, eliminando quindi alcuni posti di lavoro. Ma ciò avrebbe violato i termini finanziamento del governo. Pertanto, le macchine non furono introdotte, e coloro che avevano fatto la proposta vennero licenziati. (Amity Shlaes racconta la storia in “The New Deal Jobs Myth”).

Roosevelt viene ancora celebrato per le sue misure sull’occupazione perché quelle persone che hanno ottenuto un impiego erano facilmente visibili. Tuttavia, ciò che non è stato (e non è) così facilmente riconoscibile è che per pagare i suoi esperimenti nel pubblico impiego, il governo ha assorbito gran parte del capitale a disposizione attraverso la vendita di obbligazioni e collezionando tasse, incluso il cinque per cento della ritenuta alla fonte in materia di dividendi corporativi, a cui si aggiungono le sempre crescenti imposte sul reddito, il cui apice raggiunse uno sconcertante 90 per cento.
In tal modo, il New Deal ha avuto come conseguenza non intenzionale di prolungare la Grande Depressione, dirottando risorse che avrebbero potuto essere utilizzate per creare ricchezza.

Barack Obama e i suoi consulenti dovrebbero far tesoro della lezione della storia. Il New Deal e suoi progetti di pubblico impiego sono stati un disastro, e sarebbe un errore pensare che dovrebbe essere fatto un altro tentativo.
Come spiegò Bastiat, il governo non crea ricchezza, ma solo deviazioni ad essa. Quando il governo controlla la ricchezza, inevitabilmente tende a servire fini politici piuttosto che gli interessi dei consumatori. Le politiche del New Deal di FDR sono una testimonianza di questo, e se verranno ripetute, come risposta alla nostra attuale crisi economica, saranno solo un ostacolo alla ripresa.

Larissa Price

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facesIl professor Thomas Szasz, è docente di psichiatria presso la SUNY – Upstate Medical University di Syracuse, NY. In qualità di insider, porta avanti da anni una battaglia di sensibilizzazione sui pericoli legati all’esercizio della professione psichiatrica, la quale, potendo vantare di un presunto status di disciplina scientifica garantito dalle leggi, in realtà si muove senza una bussola, disponendo arbitrariamente della vita e della libertà delle persone. Spesso, gli psichiatri, svolgono per lo stato la funzione di controllo della società, rimuovendo o neutralizzando con la forza e con la pretesa di saperne prevedere il comportamento futuro, quei soggetti che semplicemente dimostrano di avere comportamenti insoliti rispetto agli altri. Tutto ciò è chiaramente l’aberrazione di una professione che, sostiene Szasz, è di fatto una pseudoscienza il cui compito è la “cura dell’anima” degli individui, i cui comportamenti, per definizione, non sono prevedibili né classificabili. Ecco il suo ultimo affondo.

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In risposta al mio articolo del 2009, il professore di economia della George Mason University, Bryan Caplan, ha commentato: “Negli ultimi due decenni, un sacco di persone hanno chiesto scusa per i crimini del passato commessi dai gruppi con i quali esse si identificano: gli Stati Uniti per l’internamento giapponese, la Chiesa per Galileo, i banchieri svizzeri per il riciclaggio del denaro sporco nazista e anche i giapponesi (alcuni giapponesi) per i loro crimini di guerra. Mi piacerebbe vedere gli psichiatri fare lo stesso e riconoscere che gli atteggiamenti inusuali delle persone non sono “malattia”, affermare che è sbagliato sottoporre a trattamenti le persone contro la loro volontà e girare le spalle ai “grandi” della loro professione che hanno creduto e praticato terapie coercitive”.

Sono grato a Caplan per aver richiamato l’attenzione su un problema che la maggior parte delle persone preferisce ignorare. La sua speranza, tuttavia, non può essere soddisfatta, ed è importante capire il perché. La rivendicazione di possedere competenze astronomiche e facoltà di incarcerare gli eretici non è parte integrante dell’identità della Chiesa cattolica. Al contrario, sostenere di avere competenze nella previsione della “pericolosità” e la facoltà di incarcerare individui che si presume siano così a causa di una “malattia mentale” è parte integrante dell’impresa psichiatrica. Wikipedia definisce il ricovero coatto (TSO in Italia N.d.t.) come “la pratica di utilizzare mezzi o procedure legali come applicazione di una legge sulla salute mentale, internando una persona in un ospedale psichiatrico, in un manicomio o in un reparto psichiatrico contro la sua volontà e/o proteste… Un motivo comune per cui si ricorre al ricovero coatto è quello di evitare situazioni di pericolo per l’individuo o la società”.

A fasi alterne, gli psichiatri negano e apprezzano il fatto di essere in possesso di particolari competenze professionali con cui possono individuare la “pericolosità” futura e che conferiscono loro il diritto allo speciale potere di incarcerare persone che condannano al carcere mascherato da ospedale. Il sistema giuridico americano fa un uso pesante delle perizie psichiatriche sulla pericolosità, a causa del quale un gran numero di americani sono privati della libertà e, allo stesso tempo, della possibilità di dimostrare l’ingiustizia della loro detenzione. Gli esempi abbondano.

Kafka in tribunale

Nel marzo 2004 Susan Lindauer è stata arrestata nel Maryland, e accusata di “agire come un agente non riconosciuto di un governo straniero”. È stata condannata a 25 anni di detenzione. Anziché processarla, gli psichiatri del governo hanno dichiarato la Lindauer mentalmente inadeguata a stare in aula e l’hanno incarcerata al Carswell Federal Medical Center in Texas, una struttura definita “di servizi medici per la salute mentale di criminali femmine”. Ma la Lindauer non era una criminale. Era un’americana innocente.

Dopo aver “ospedalizzato” la Lindauer per diciotto mesi, i suoi torturatori “medici” conclusero che, benché fosse ancora mentalmente malata e inadeguata a subire un processo, non aveva più bisogno di “cure” psichiatriche. Revocato l’arresto, rientrò nel Maryland dove il tribunale federale la segnalò ad una struttura privata per una perizia. Secondo la mozione presentata dal suo avvocato e tutore, il Dott. Bruke Tadessah disse: “Il referto diagnostica un disturbo da stress post traumatico dovuto all’esperienza di Carswell”. Lo scorso gennaio il governo federale ha chiuso il caso contro la Lindauer “in quanto non più di interesse per la giustizia legale”, il che implica che la sua è stata un persecuzione nell’interesse della giustizia.

Incarcerazione a tempo indeterminato

Quando Donald Schmidt aveva 16 anni, molestò ed annegò una bimba di 3 anni. Ai sensi della legge della California sui reati minorili, chi commette gravi delitti può essere detenuto nel sistema carcerario solo fino ai 25 anni. Ma la detenzione di Schmidt venne estesa in conformità al codice statale che consente “di continuare la detenzione se una giuria ritiene che il soggetto soffre di un disturbo mentale o presenta deviazioni e anomalie che gli creano serie difficoltà a controllare i suoi comportamenti pericolosi”.

Cosa dovrebbe fare Schmidt per ottenere il divorzio dai suoi “medici” e riguadagnare la libertà? Ogni due anni può presentare una richiesta di rilascio e sperare che un giudice indica un “processo” incaricando i giurati di decidere se egli rappresenta ancora un pericolo per la società.

Avanzando un’altra ipotesi, il procuratore distrettuale di Santa Cruz County Bob Lee ha dichiarato “Noi crediamo sia uno psicopatico”. Richard A. Starrett, un medico psicologo, convenne sul fatto che Schmidt fosse ancora un pericolo, anche se “non uno psicopatico”. Krisberg Barry, presidente del Consiglio Nazionale sulla Criminalità e la Delinquenza di Oakland, California, ha definì invece il caso Schmidt “uno su un milione”

L’affermazione secondo cui la sentenza psichiatrica a tempo indeterminato di Schmidt è insolita, è tipica della falsità e della depravazione intrinseca alla psichiatria forense. John Hinckley, Jr., non è mai stato condannato per un crimine, ma sconta la sua pena a 28 anni di reclusione psichiatrica. Evidentemente i più grandi psichiatri del governo hanno bisogno di più tempo per la cura della sua pericolosità.

La psichiatria è la legittimazione politica della detenzione di persone innocenti sulla base pronostici psichiatrici, una pratica che sembra godere dell’approvazione quasi universale delle persone nella società moderna. Il riconoscimento del fatto che la psichiatria non coercitiva è un ossimoro, è oscurato dalla concomitante pratica apparentemente consensuale della “terapia”. Dico “apparentemente”, perché il professionista della salute mentale detiene l’obbligo e il privilegio di privare della libertà il suo paziente, se costui “rappresenta un pericolo per se stesso o gli altri”.
Di conseguenza, gli psichiatri e la stampa, regolarmente invocano “riforme” della psichiatria, mentre i “medici” impegnano se stessi in sempre più raffinate forme di depravazione psichiatrica, con il sostegno della indiscussa e indiscutibile premessa che la “pericolosità” giustifica la reclusione chiamata “ospedalizzazione”.

Nella relazione pubblicata di un seminario del 1981 intitolato Scienza Comportamentale e Servizi Segreti, sponsorizzato dal prestigioso Institute of Medicine, Robert Michels, professore di medicina e psichiatria al Weill Cornell Medical College di New York, ha affermato che “la maggior parte dei professionisti della salute mentale ritiene che non vi sia un grande dilemma etico se è nell’interesse del paziente violare la sua riservatezza, e che è in generale del paziente (così come della società) interesse di evitare una grave violenza”. L’affermazione che “la maggior parte dei professionisti della salute mentale ritiene” che la violazione del diritto dell’imputato ad un processo garantito dal Sesto Emendamento serve al suo interesse, è la prova della depravazione psichiatrica, non moralità.

Per peggiorare le cose, poche pagine dopo, il relatore del seminario ci informa che “Alcuni congressisti, compresi gli psichiatri Robert Michels e Loren Roth [un’importante psichiatra forense e docente presso l’Università di Pittsburgh], hanno messo in dubbio l’utilità di determinare definitivamente la pericolosità di qualcuno, in quanto tali decisioni in qualsiasi momento possono rivelarsi altamente inaffidabili e quindi non valide… I professionisti della salute mentale, in generale, non hanno dimostrato di essere meglio di chiunque altro a fare previsioni circa il comportamento che potrebbe verificarsi in un futuro lontano sotto mutevoli condizioni”.

Nessuna di queste evidenze intacca la pretesa della professione psichiatrica di essere una disciplina medica etica e scientifica. La psichiatria è così profondamente radicata nel controllo sociale e così fortemente sostenuta dalla magia pseudoscientifica e dal pregiudizio che gli psichiatri devono serrare i ranghi e giustificare in qualche modo le misure coercitive a cui ricorrono, o ripudiare e abolire la loro professione così come ora la conosciamo.

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Chi di stato ferisce

Il mio collega ‘merregano mi racconta che il suo homie, proprietario di uno sneakers store a downtown L.A., è stato denunciato dalla polizia perché… gli hanno svaligiato il negozio. Avete letto bene: perché gli hanno svaligiato il negozio.
Richard, infatti, infischiandosene del regolamento comunale, ha osato tenere ugualmete aperto il negozio durante la finale la finale championship vinta dai Lakers, al termine della quale i tifosi della squadra losangelina si sarebbero dati alla pazza gioia depredando i negozi attorno allo stadio come ai tempi di Rodney King. Ma mentre gli altri negozianti hanno potuto esporre denuncia per tentare di essere risarciti dall’assicurazione, lui di denuncia se n’è beccata una per “svolgimento abusivo di attività commerciale”. Certo che se la psicologia del tifoso che si mette a razziare e distruggere anche quando vince è strana, quella dello stato che denuncia gli aggrediti non è da meno. Come dite? Lo stato siamo noi quindi dentro ci sono anche i tifosi? Giusto, fatto bene a ricordarlo.

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