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Posts Tagged ‘Cultura della morte’

Di seguito, commento un articolo apparso ieri sul Corriere della Serva.
Parla di sovrapopolazione, contenimento delle nascite e altre stronzate cui ci ha abituato Gianni Sartori con i suoi editoriali agostani.
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IL LIMITE IL BRITISH MEDICAL JOURNAL: I NATI IN ETIOPIA 160 VOLTE MENO DANNOSI
«Non più di 2 figli, inquinano» La campagna dei medici inglesi

DAL NOSTRO INVIATO LONDRA – Le famiglie britanniche sono avvisate: fare figli inquina, meglio astenersi o quantomeno limitarsi a due pargoli. È questo il consiglio che i medici di base dovrebbero dare ai loro pazienti per fermare la lenta ma inesorabile crescita del tasso di nascite in Gran Bretagna.

Una volta si diceva “uomo avvisto, mezzo salvato” oggi  la realtà è capovolta.

Nel 2007, nel Regno Unito, sono stati messi al mondo 191 bambini ogni 100 donne. «Troppi», sostiene in un editoriale il British Medical Journal, la rivista dei medici britannici, che invita i suoi iscritti a dare il via a una campagna contraccettiva su vasta scala. «Rompiamo questo silenzio assordante – scrivono John Guillebaud, professore emerito in pianificazione familiare all’ University College di Londra, e Pip Hayes, medico di base a Exeter, nel Devon -.

Si, rompiamo il silenzio: tutti devono sapere che esistono pezzi di merda come voi, nemici dichiarati dell’umanità, che andrebbero soppressi per il “bene del pianeta”
Spieghiamo alle coppie britanniche che il miglior contributo per lasciare un pianeta abitabile ai nostri nipoti è fermarsi a due figli o almeno farne uno in meno di quello che si desidera».

No, il miglior contributo è lasciare che lo vedano, il mondo.

Chissà se la regina Elisabetta II ieri ha aggrottato le sopracciglia nel leggere l’ articolo o se l’ ex premier britannico Tony Blair si è sentito in colpa.

Chissà.

Entrambi, infatti, hanno aiutato ad affossare il pianeta visto che sono il simbolo della famiglia numerosa: quattro figli a testa. È avvisato anche l’ aspirante primo ministro David Cameron, leader dei conservatori e grande ecologista. Anche lui ha già oltrepassato la soglia consentita, arrivando a quota tre. Che si fermi, per carità.

Fosse solo per i quattro figli a testa.

Ogni nuova nascita in Gran Bretagna, spiegano i medici, produce 160 volte più gas serra che una in Etiopia. Avere una famiglia numerosa, insomma, è peggio che guidare un Suv. I due dottori fanno parte dell’ Optimum population trust, un think tank che si dedica all’ impatto della sovrappopolazione sull’ ambiente e che predica il concetto di «impronta ecologica», l’ indice statistico che mette in relazione il consumo di risorse naturali con la capacità del pianeta di rigenerarle.
Ecco, siccome l’anidride carbonica, forse, un giorno ci ucciderà, allora estinguiamoci prima che ciò accada; eviteremo tragici lutti familiari e soprattutto il problema di trovare parcheggio al cimitero.
«Se il tasso di fertilità scendesse a 1,7% – spiega Guillebaud – in sei generazioni riusciremmo a dimezzare la popolazione in Gran Bretagna». Ovviamente non si pensa al varo di leggi draconiane come in Cina dove le coppie sono obbligate a limitarsi a un figlio, a scapito delle bambine che vengono sistematicamente abortite.

Ovviamente.

Né siamo ai livelli di Jonathan Swift che nel suo A modest proposal suggeriva alle famiglie irlandesi di alleviare la loro povertà vendendo i figli in cambio di cibo.

By the way, le uniche parole sensate fra quelle lette finora.

«Non dobbiamo mettere la gente sotto pressione – dicono Guillebaud e Hayes – ma dar loro le informazioni necessarie sulla contraccezione. I dottori dovrebbero riuscire a contenere la grandezza delle famiglie in accordo con l’ etica ecologica».

Ma, “i dottori”, per definizione, non dovrebbero agire invece in accordo con l’etica UMANA?

Un calo drastico della popolazione, però, avrebbe conseguenze drammatiche sull’ economia e sul sistema pensionistico. Lo sanno bene i Paesi afflitti dalla crescita zero.

Errare è umano, perseverare è diabolico, cari brits.

E non è nemmeno sicuro che non fare figli sia la ricetta migliore per diminuire l’ effetto serra.

Ma va?

«La causa dei cambiamenti climatici – spiega al Daily Telegraph il professor Martin Parry dell’ Intergovernamental panel on climate change – è lo sviluppo che produce inquinamento. Bisogna trovare il modo di migliorare i nostri standard di vita con l’ energia pulita».

Caro dottor Parry, ma questo si chiama appunto “Sviluppo”.

 

Articolo originale qui

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