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mises.gifLudwig von Mises, da “Planned Chaos”. A quale dei due socialismi somigli di più quello in cui ci troviamo oggi, decidano i posteri.

Esistono due modelli diversi per la realizzazione del socialismo. Il primo modello – che potremmo definire Marxiano o modello russo –  è puramente burocratico. Tutte le imprese economiche diventano dipartimenti del governo proprio come lo sono l’amministrazione dell’esercito, della marina o del sistema postale. Ogni singola pianta, ogni negozio e ogni fattoria, si trova nella stessa posizione subalterna all’organizzazione centrale esattamente come si trova un ufficio postale con il ministero delle poste. La nazione intera forma un esercito di mano d’opera esclusivamente col servizio obbligatorio e il comandante di questo esercito è il capo dello stato. Il secondo modello che potremmo chiamare sistema tedesco o Zwangswirtschaft differisce dal primo in quanto apparentemente e nominalmente consente agli imprenditori la proprietà privata dei mezzi di produzione, la libertà di impresa e di scambio sul mercato; questi cosiddetti imprenditori fanno attività di compravendita, pagano i lavoratori, gli interessi sui debiti di contratto e gli ammortizzamenti sugli investimenti, ma in realtà non sono imprenditori. Nella Germania nazista venivano chiamati direttori di bottega [shop managers] o Betriebsfuhrer. Il governo dice a questi finti imprenditori cosa e come produrre, a quale prezzo e da chi comprare o vendere. I decreti governativi stabiliscono a quale salario i manovali devono lavorare e a chi, e a quali condizioni, gli imprenditori devono affidare i loro capitali. Il libero scambio sul mercato c’è, ma è una finzione. Come tutti i prezzi, salari e tassi di interesse sono fissati dall’autorità, quindi i prezzi sono sì prezzi, ma soltanto in apparenza; infatti sono semplicemente i termini quantitativi ordinati dall’autorità a determinare il reddito, i consumi ed il tenore di vita di ogni cittadino. L’autorità, e non i consumatori, dirige la produzione. La centralizzazione della gestione della produzione è totale e i cittadini nient’altro che impiegati statali. È socialismo con l’apparenza esterna del capitalismo. Mantiene alcuni aspetti dell’economia di mercato, ma che significano qualcosa di interamente diverso da ciò che significano nella vera economia di mercato.            

 

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